Curata da Elise Melot, Andrea Cocco, Beatrice Rappo e Jonathan Zenti, tutti membri di Audiodoc, la serata racconta con la voce di uomini e donne africani la pratica delle mutilazioni genitali femminili (MGF) e le sfide per il suo abbandono.

Gli audio documentari sono stati realizzati tra il 2010 e il 2011 nell’ambito di un progetto coordinato da AIDOS, e realizzato in collaborazione con Audiodoc e grazie a un finanziamento dell’UNFPA, Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione.

Attraverso la realizzazione di audio documentari, realizzato da giornalisti radiofonici di diverse radio private locali nel quadro di un corso di formazione su questo particolare formato radiofonico, il progetto punta a rendere la radio, il media più diffuso in Africa e di più facile accesso soprattutto nelle zone rurali, più efficace nel promuovere l’abbandono di questa pratica tradizionale.

Gli audio documentari, con la loro tessitura sonora, danno voce alle persone comuni, uomini e donne, padri e madri, posti di fronte alla scelta tra rispettare la tradizione oppure incamminarsi sulla strada dell’abbandono della pratica, e a coloro che in vario modo si impegnano nelle proprie comunità affinché la pratica diventi un ricordo del passato.

Nel corso della serata verranno presentati audiodocumentari realizzati in Burkina Faso, Mali e Kenya:

Femme en marge
Durata 12 min
In francese

In bambara, la lingua più comunemente usata in Mali, per indicare una donna non escissa si usa la parola “bilakoro” e ancora oggi essere apostrofate con questo termine può costituire un’offesa molto grave. Così grave da spingere alcune donne risparmiate dalla pratica a sottoporvisi una volta diventate adulte. Attraverso le testimonianze raccolte, Femmes en marge racconta l’emarginazione che le donne rischiano di subire per il fatto di non essere state sottoposte all’escissione. Insieme a loro ci sono anche le donne isolate dalle proprie comunità per le conseguenze sanitarie prodotte dal taglio.

 

Femme en entier
Durata 18 min.
In francese

Femme en entier racconta le conseguenze delle mutilazioni genitali femminili sulla salute delle donne, attraverso le testimonianze incrociate di una ginecologa burkinabé, Sita Traore, e di donne maliane e burkinabé che le hanno vissute sulla propria pelle. Tramite queste testimonianze, gli autori del documentario ci fanno entrare nella vita quotidiana e nell’intimità di queste donne: si parla del parto o della ricerca di un fidanzato; delle ferite e anche dei momenti di gioia, quando, grazie alle riparazioni e alla ricostruzione del clitoride, si può provare a guarire e non solo il corpo.

 

La Hantise de la Nuit
Durata 18 min.
In francese

“Sono molto fiera perché dopo 17 anni di matrimonio ho scoperto cos’è l’orgasmo”. Così racconta una signora burkinabé agli autori di La hantise de la nuit. E prosegue: “un’altra mia amica invece, anche lei escissa, non ha mai saputo cos’è. Soffriva molto durante i rapporti sessuali con suo marito. Quando la chiamava, lei cominciava a tremare”. In La hantise de la nuit diverse donne raccontano il loro rapporto con il sesso e le mutilazioni. La pratica, spiegano è una forma di controllo del piacere femminile e genera incomprensioni di coppia.

 

Okuaruka Na Amurata
Durata 12 min
In inglese

Realizzato con sole voci femminili,”Okuaruka Na Amurata” è una breve descrizione della pratica delle mutilazioni genitali femminili nelle comunità Kissi e Masai in Kenya, dove il tasso di vittime arriva ad una percentuale quasi del 90%. Un documentario che si muove tra la cultura e la storia di due differenti popolazioni e gli effetti sanitari e sociali di una pratica dolorosa e irreversibile. A questo documentario hanno partecipato studenti provenienti dalle comunità Kissi, Masai e soprattutto vittime di mutilazioni genitali.

 

Le voci dell’Africa che sta abbandonando le mutilazioni dei genitali femminili vi aspettano!

Appuntamento mercoledì 29 febbraio 2012, ore 21,
al Kino, via Perugia 34 (zona Pigneto) – Roma