GIORDANIA – Disabilità, violenza sessuale e di genere ed emergenza COVID in Giordania: risposta integrata per la protezione e prevenzione

2021/2022 – Diritti e salute sessuale e riproduttiva/ Formazione

DOVE
Giordania – Governatorati di Amman, Zarqa e Irbid

PARTNER
AIDOS capofila, partner: Noor al Hussein Foundation (NHF)/Institute for Family Health (IFH)

LA SITUAZIONE
Al 5 luglio 2020, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) registrava 658.028 rifugiati/e siriani/e in Giordania, un numero che è rimasto costante negli ultimi tre anni a causa delle più severe restrizioni all’ingresso nel Paese. Secondo una stima fornita dall’Alto Consiglio per i Diritti delle Persone con Disabilità, circa l‘11,2% della popolazione giordana di età superiore ai 5 anni vive con un grado di disabilità da lieve a grave, dovuto a matrimoni tra consanguinei, errori medici o incidenti stradali. Fra la popolazione rifugiata l’incidenza della disabilità salirebbe al 22%. Le Persone con Disabilità (PwD) sono tra i gruppi più vulnerabili e socialmente esclusi. Possono avere difficoltà ad accedere ai programmi di assistenza umanitaria a causa di barriere sociali, ambientali e di comunicazione, con conseguente aumento dei rischi di violenza sessuale e di genere (VSdG). L’intersezione tra disuguaglianza di genere e disabilità rende donne e ragazze con disabilità particolarmente vulnerabili alla VSdG, abusi, sfruttamento e stigmatizzazione. Inoltre, le norme sociali spesso designano donne e ragazze come caregiver di PwD, il che può rafforzare il loro isolamento e limitare ulteriormente il loro accesso al sostegno sociale, economico e materiale, aumentando la loro vulnerabilità alla violenza e allo sfruttamento. Donne e ragazze disabili rifugiate possono incontrare ulteriori difficoltà a causa dell’intersezione di genere, disabilità e dislocamento. Anche i maschi con disabilità intellettiva sono a rischio di violenza sessuale.
Con lo scoppio della pandemia di COVID 19, le categorie più vulnerabili sono state maggiormente esposte ai rischi legati alla salute e a quelli finanziari. Tra queste, le PwD che lamentano carenza di medicinali, pannolini, cibo, terapie ecc., reddito. Le donne e le ragazze a causa dell’isolamento imposto dalle misure di contenimento durante la pandemia, sono risultate a più alto rischio di esposizione alla VSdG, in particolare a violenza domestica, molestie sessuali online e sfruttamento sessuale via telefono e hanno incontrato maggiori barriere per la denuncia e la fruizione dei servizi. La pandemia sta comportando oneri aggiuntivi per donne e ragazze che si occupano di bambini, malati e anziani con malattie croniche in famiglia, con l’aumento del rischio di infezione, e sta determinando un aumento dei meccanismi di coping negativo, quale il matrimonio precoce.

OBIETTIVI
Il progetto intende favorire l’accesso di persone con disabilità (PwD) rifugiate e delle comunità ospitanti a servizi integrati e inclusivi per la prevenzione e la protezione dalla violenza sessuale e di genere (VSdG) in contesto COVID; rafforzare la risposta giordana nell’offerta di tali servizi; e aumentare il coinvolgimento e la consapevolezza della comunità sull’interrelazione tra VSdG e disabilità, in contesto COVID.

BENEFICIARI/E
– Circa 1.700  rifugiati/e siriani/e e giordani/e con disabilità di Zarqa, Amman e Irbid.
– Circa 18 specialisti/e della disabilità di tre cliniche della NHF e circa 40 operatori/rici di organizzazioni della  società civile (OSC) e associazioni di     persone con disabilità (DPO) che saranno formati/e su come affrontare  casi di VSdG tra PWD.
– Circa 3.500 persone della comunità giordana e rifugiata di Zarqa, dell’aerea di Sweileh di Amman e di Irbid.

ATTIVITÀ
Il progetto svilupperà linee guida pratiche e strumenti operativi adattati al contesto giordano per l’inclusione concreta ed efficace delle PwD nei programmi per VSdG e, viceversa, della VSdG nei programmi per PwD. Le linee guida includeranno strumenti pratici come factsheet di sensibilizzazione, moduli di screening, factsheet con dos and don’ts e una mappatura delle OSC e delle DPO per la segnalazione esterna dei casi. Il prototipo delle linee guida sarà testato in tre cliniche dell’Institute for Family Health che attuano programmi sia per la VSdG sia per la disabilità, che offriranno ai PwD servizi integrati per VSdG in contesto COVID (screening, case-management, referral, etc.). Dopo la fase di test, le linee guida saranno finalizzate e lo staff IFH formerà le Organizzazioni di persone con disabilità (DPO) e le Organizzazioni della Società Civile (OSC) sull’uso delle linee guida, rafforzando così le capacità delle OSC e delle DPO su VSdG e disabilità in contesto COVID. Materiali di sensibilizzazione su VSdG e PwD in contesto COVID e le loro interrelazioni saranno anche prodotti in modi accessibili alle PwD (per esempio in Braille o LIS) e distribuiti tra i membri della comunità. L’adozione delle linee guida a livello nazionale sarà promossa tra ministeri, autorità locali e OSC.

COSA FA AIDOS
AIDOS sarà responsabile dell’assistenza tecnica, del rafforzamento delle capacità e della formazione del personale dell’organizzazione partner. Curerà inoltre il coordinamento generale del progetto ed effettuerà missioni di monitoraggio.

RISULTATI ATTESI
 – Un migliore accesso delle PwD rifugiate e delle comunità ospitanti a servizi integrati e inclusivi di prevenzione e  protezione dalla VSdG in    contesto COVID.
– Un maggiore coinvolgimento e maggiori capacità dell’IFH, delle DPO e OSC giordane, comprese le  organizzazioni   comunitarie di base di donne, di prevenire e affrontare la VSDG contro persone con disabilità.
– Un aumentato interesse e coinvolgimento delle istituzioni e della comunità giordana e rifugiata siriana nel     prevenire  e affrontare la VSDG contro persone con disabilità e il COVID.

DURATA DEL PROGETTO
26/01/2021-25/02/2022 (13 mesi)

COSTO DEL PROGETTO
499,921.14 €

CHI FINANZIA
Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo Amman – AICS

 

SCHEDA DEL PROGETTO