EUROPA – Risposta coordinata del sistema di accoglienza di persone migranti vittime di violenza sessuale e di genere nel Mediterraneo (MED-RES)

2018 – 2020 Formazione/Contrasto alla violenza

DOVE

Europa: Italia, Malta e Spagna

PARTNER

AIDOS (capofila), Women’s Rights Foundation (WRF, Malta), Federacion de Planification Familiar Estatal (FPFE, Spagna)

LA SITUAZIONE

Secondo i dati dell’OIM, nel 2017 sono arrivate in Europa 163.126 persone, per terra o per mare. Durante il viaggio, donne, uomini, bambine e bambini possono subire traumi fisici e psicologici; le donne poi sono particolarmente vulnerabili. L’OIM stima che circa l’80% delle donne nigeriane arrivate in Italia via mare nel 2016 siano potenziali vittime di tratta ai fini di sfruttamento sessuale in Italia o in altri stati dell’Unione Europea. È in aumento anche il numero di uomini e ragazzi sopravvissuti a violenze sessuali e di genere, sebbene la maggior parte dei casi non venga riportata.
L’attuale risposta da parte di agenzie governative, attori umanitari e organizzazioni della società civile è insufficiente.
Uno studio sulla violenza di genere condotto dall’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) indica che nella maggior parte degli Stati membri non viene fornita affatto o fornita solo in modo non sistematico una formazione sull’individuazione e il trattamento delle vittime di violenza di genere. Il personale spesso non riesce a rilevare forme specifiche di violenza, come le mutilazioni genitali femminili (MGF), che rappresentano un motivo per richiedere asilo. Lo screening e l’invio delle vittime di violenza sessuale e di genere  alle strutture preposte sembra essere la questione principale per una risposta efficace alla Violenza Sessuale e di genere (VSdG) tra le persone migranti (PiM). Attualmente, però, nelle sfere dell’accoglienza, della tutela sanitaria e dell’ordinamento giuridico manca un approccio multisettoriale, olistico, integrato, di genere e interculturale.

OBIETTIVI

Il progetto MED-RES (MEDiterranean reception systems’ coordinated RESponse for people in migration (PiM) victims of SGBV) intende contribuire all‘inclusione di donne e uomini in migrazione (PiM), in particolare rifugiate/i e richiedenti asilo sopravvissute/i a violenza sessuale e di genere (VSdG), in sistemi di accoglienza e supporto integrati e coordinati in Italia, Malta e Spagna attraverso la formazione di formatori (TOT) su VSdG in contesto di migrazione forzata, comprese le mutilazioni genitali femminili (MGF), formazioni a cascata di operatori e operatrici dei sistemi di accoglienza condotte dai/lle partecipanti formati/e nel TOT; sviluppo di metodi di lavoro per affrontare la VSdG (strumenti operativi, scambio di esperienze/buone pratiche); sensibilizzazione e apprendimento reciproco su VSdG, migrazione/protezione, diritti dei/lle migranti;  rafforzare le capacità delle autorità nazionali/locali/società di prevenire e rispondere alla VSdG verso le persone in migrazione. Il progetto intende formare un team multidisciplinare di esperti/e in grado di prendere in carico le persone in migrazione sopravvissute a violenza.

BENEFICIARI/E

Operatori/trici sociali, mediatori/trici culturali, operatori/trici della sanità pubblica, funzionari/e governativi e di polizia, rappresentanti legali e giudiziari delle istituzioni coinvolte nella gestione di CAS, SPRAR e altri centri di accoglienza per persone in migrazione in Italia, Spagna e a Malta. Saranno coinvolti/e: 40 professionisti/e formati/e come trainer su migrazione, mutilazioni genitali femminili e VSdG;  150  operatori/trici dei centri di accoglienza  formati/e sugli stessi temi; 3.000 migranti sensibilizzati su VSdG, sui loro diritti e sui servizi di supporto disponibili; 1.500 persone sensibilizzate nelle comunità ospitanti e nelle comunità migranti; 50 rappresentanti di autorità locali/nazionali e della società civile che cooperano per informare e farsi carico del problema della VSdG.

METODOLOGIA

La metodologia del progetto prevede: approccio integrato che tenga in conto non solo l’assistenza sanitaria ma anche la prevenzione e l’educazione; continuità del supporto attraverso follow-up e assistenza tecnica  in remoto su casi specifici; approccio di genere specifico per uomini, donne, persone LGBTQI, che vivono il trauma in modi differenti; approccio interculturale; integrazione delle MGF  nella formazione; replicabilità delle attività; supporto delle autorità competenti dei tre paesi (ASL locali, pubblica sicurezza  e istituzioni accademiche) che contribuiranno all’attuazione dell’approccio integrato.

COSA FA AIDOS

Gestione e coordinamento del progetto; attività di formazione di formatori  (TOT) su Violenza Sessuale e di Genere (VSdG) in contesto di migrazione forzata, rivolta a professionisti/e dei sistemi di accoglienza  in Italia (Campania, Lazio, Liguria), Malta e Spagna affinché possano diventare trainer; sessioni di formazione degli operatori dei sistemi di accoglienza facilitate dai partecipanti ai TOT;  produzione di materiali di formazione (in italiano, inglese e spagnolo) per gli operatori e  le operatrici in 9 lingue per le/i sopravvissute/i a VSdG  per facilitare il loro riferimento a strutture che offrono servizi e a istituzioni.

Il progetto si è concluso con un webinar   e la pubblicazione di un Policy Document  scritto dai partner del progetto.

COSTO DEL PROGETTO

Euro 453.798,00

CHI FINANZIA

Co-finanziatori: Commissione Europea – Direzione Generale Giustizia e Consumatori (DG Justice)  363,037.00 Euro (80% del costo totale); UNFPA EECARO;  UNHCR

DURATA

1 settembre 2018 – 31 dicembre 2020

SCHEDA DEL PROGETTO

 

 

MATERIALI UTLI PRODOTTI DURANTE IL PROGETTO:

1. MATERIALI FORMAZIONE

2. WEBINAR MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI E MIGRAZIONE

3. GUARDA REGISTRAZIONE CONFERENZA FINALE
Sexual and gender-based violence in the context of migration
in the Mediterranean region

4. POLICY DOCUMENT

Sono stati inoltre realizzati cinque video informativi e di sensibilizzazione (in diverse lingue), rivolti a persone migranti. In Italia, tre video sono stati realizzati da:
ARCI Solidarietà Viterbo
Dedalus Cooperativa Sociale
Ospedale Galliera

PROGETTO CONCLUSO