ROMA 6 settembre 2021

Civil20 – C20, il processo di partecipazione che coinvolge oltre 550 realtà della società civile internazionale provenienti da 100 paesi, ha preso parte ai lavori della riunione ministeriale del G20 dedicata ai temi della Salute che si è tenuta a Roma il 5 e 6 settembre.

 

C20 rileva la mancanza di una tabella di marcia chiara e concreta per tradurre in azione la Dichiarazione della Ministeriale Salute G20 fatta di principi e ancora incapace di assumere impegni sulla prevenzione, pilastro fondamentale della One Health, senza la quale non c’è salute globale possibile.

 

Un sistema di salute globale che sia solidale è, secondo le richieste presentate da C20 durante la Ministeriale Salute del G20, la necessaria forza trainante per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030: è infatti necessario garantire che le politiche sanitarie non aggravino ulteriormente le disuguaglianze che riguardano in particolare donne e ragazze, gruppi vulnerabili e le comunità più emarginate. Secondo il C20, tutte le politiche, le strategie e l’attuazione devono adottare una lente basata sui diritti umani e di genere per superare i limiti delle attuali risposte agli interventi sanitari e per affrontare le emergenze future. Nella dichiarazione finale della Ministeriale non c’è, invece, accenno alla medicina di genere né a misure che possano evitare la violenza di genere, il cui aumento durante la pandemia è stato sottolineato anche dal G20.

 

Nonostante l’Italia e altri paesi insistano sulla vaccinazione globale, solo l’1% della popolazione nei paesi a basso reddito ha ricevuto almeno una dose di vaccino. Una disuguaglianza significativa rispetto al resto del mondo. La dichiarazione della Ministeriale Salute G20 non accenna alla proposta di deroga TRIPs per gli strumenti Covid, richiesta non solo dalla società civile internazionale ma anche da molti governi. Il Ministro Speranza ha fatto riferimento all’importanza di mettere altre aree del mondo in condizione di produrre i vaccini. È questo il senso della proposta di deroga TRIPS, che occorre affrontare politicamente in sede WTO e operativamente con una programmazione adeguata che tuttora manca.

Infine, la società civile internazionale esprime preoccupazione per l’intento di delegare alla Ministeriale congiunta Finanze/Salute la questione della pandemia, affidando di fatto anche ai Ministri delle Finanze la responsabilità di entrare nella definizione di priorità politiche che non sono di loro competenza.

Il C20 auspica che il processo G20 porti ad avere in tempi brevi meccanismi e processi trasparenti, responsabili e inclusivi per garantire un’effettiva partecipazione delle comunità e della società civile a tutti i livelli della governance sanitaria e irrobustire i sistemi pubblici di salute per raggiungere l’accesso universale alle cure. Si rende altresì indispensabile un’architettura sanitaria globale rivitalizzata e riformata: il principio del multilateralismo deve essere riaffermato per dare una voce paritaria a tutte le parti interessate e garantire uno spazio per un coinvolgimento significativo delle comunità e della società civile. Ciò include la necessità di riformare e rafforzare l’Oms in quanto entità di coordinamento per la salute globale.