Sempre più giovani, sempre più gravidanze indesiderate, sempre meno fondi per la contraccezione, la denuncia di IPPF.

Proprio nel momento in cui il mondo si occupa, come mai prima, di riduzione della povertà, viene trascurato uno degli strumenti principali, meno costosi e più efficaci: la contraccezione. Lo afferma, nella giornata mondiale della popolazione, la International Planned Parenthood Federation (IPPF), in un rapporto che sottolinea non solo il contributo della pianificazione familiare alla salute pubblica e ai diritti umani, ma anche l’urgenza di evitare una vera e propria “crisi dei contraccettivi” che colpirebbe i più poveri del mondo. Si calcola infatti che siano 200 milioni al mondo le donne che vorrebbero pianificare le nascite dei loro figli, ma non hanno i mezzi per farlo, un numero destinato a crescere con l’affacciarsi all’attività sessuale della più numerosa generazione giovane della storia: 1,5 miliardi di adolescenti. La domanda di contraccettivi aumenterà, nel prossimo quindicennio, di almeno il 40 per cento, ma la percentuale di spese per la salute ad essi destinata non ha fatto che diminuire, dal 34 per cento del 1994 al 12 per cento del 2008.