Roma, 20 aprile 2021

In vista del Global Health Summit, evento speciale della Presidenza italiana del G20 che si terrà in collaborazione con la Commissione europea il 21 maggio prossimo, è stata organizzata una consultazione con la società civile dal titolo “Global Health Summit Consultation with CSOs on Sustainable Health Security Preparedness and Response”.
Al summit di maggio i leader mondiali intendono condividere le lezioni apprese dalla pandemia Covid-19. Il loro obiettivo è quello di sottoscrivere una “Dichiarazione di Roma” che includa principi che possano essere una guida per un cambiamento strutturale di medio e lungo termine, realizzato attraverso la cooperazione internazionale e l’azione congiunta, per prevenire future crisi sanitarie globali.

Da qui l’esigenza di un confronto con la società civile coordinato dal Global Health Working Group (Gwhg) del Civil 20 (C20). Il gruppo ha l’obiettivo generale di promuovere il diritto alla salute per tutte/i e la copertura sanitaria universale mettendo al centro di tutte le strategie sanitarie globali le donne, le ragazze e i gruppi vulnerabili – tra cui i giovani e le persone anziane, come evidenziato nell’Agenda 2030.

La consultazione con il G20 ruota attorno a tre questioni principali: Cosa è necessario a livello globale e regionale per garantire un’efficace cooperazione multilaterale e multisettoriale per prevenire e rispondere alle crisi sanitarie globali? Cosa è necessario per garantire in modo sostenibile la salute pubblica nei diversi paesi e la resilienza dei sistemi sanitari di fronte alle future crisi sanitarie globali? Come possono essere mobilitate le risorse necessarie, sia nazionali che globali, per affrontare le future sfide a livello globale, regionale e nazionale?

“Il nostro gruppo – afferma Stefania Burbo, Chair C20 e coordinatrice nazionale del Global Health Working Group – ritiene che gli impegni politici debbano tradursi in azioni trasparenti in cui tutte le strategie e i processi decisionali siano centrate sui diritti delle persone e assumano le questioni di genere come trasformative. Non solo, pensiamo che sia fondamentale l’approccio One Health per la prevenzione, l’individuazione precoce e la sorveglianza di future pandemie, affrontando anche le attuali epidemie croniche. One Health significa guardare alla salute umana, animale e ambientale in maniera multisettoriale, multidisciplinare e integrata, tenendo conto della resistenza antimicrobica, le malattie zoonotiche, l’ecologia, i cambiamenti climatici, la sicurezza alimentare e la nutrizione”.

“La consultazione in vista del Global Health Summit è un primo passo importante – aggiunge Burbo – e  auspichiamo che i governi prendano in seria considerazione le nostre richieste, fra le quali ricordiamo la necessità di garantire investimenti globali robusti per vaccini, diagnostica, terapie e altri strumenti per contrastare il Covid-19 e per affrontare le altre epidemie; sostenere iniziative globali pre-esistenti come il Fondo Globale per la lotta contro Aids, Tbc e malaria e quelle nuove come l’“ACT Accelerator” per il Covid-19 e la proposta di sospensione dell’Accordo Trips sulla proprietà intellettuale dei brevetti in ambito sanitario, per garantire l’accesso a nuovi strumenti sanitari a tutti coloro che ne hanno bisogno, indipendentemente da dove vivono. Infine sostenere l’aumento dello spazio fiscale dei governi dei paesi più poveri per poter investire in sistemi sanitari resilienti, senza la partecipazione dei creditori privati e rivedere l’architettura del debito internazionale per costruire meccanismi di soccorso in caso di crisi sanitarie”.

È possibile seguire qui la consultazione: https://webcast.ec.europa.eu/consultation-with-csos-global-health-summit-rome-declaration-principles

Il documento integrale presentato dalla società civile è consultabile qui:  C20 Statement – Global Health Summit Consultation

(tratto dal sito www.networksaluteglobale.it)