Migliorare la sicurezza alimentare e la resilienza delle piccole e medie imprese (PMI) guidate da donne nella Striscia di Gaza attraverso cesti alimentari e Marketing Solidale Comunitario (CLSM)
La situazione
La Striscia di Gaza sta vivendo una crisi umanitaria senza precedenti. Secondo l’ultimo rapporto del Comitato di Revisione della Carestia (FRC) e l’istantanea speciale dell’Integrated Food Security Phase Classification (agosto 2025), è in corso una vera e propria condizione di carestia. Le forniture alimentari essenziali, insieme ai servizi di base sanitari, igienico-sanitari, nutrizionali e all’acqua potabile sono gravemente insufficienti. I decessi legati alla malnutrizione sono in aumento e colpiscono in modo sproporzionato donne, bambine e bambini, persone anziane e persone con malattie croniche. Le simulazioni della FAO indicano che la maggior parte della popolazione di Gaza soffre di gravi carenze caloriche.
In questo contesto, l’agricoltura familiare urbana – soprattutto le piccole e microimprese (PMI) guidate da donne – svolge un ruolo fondamentale nel ripristino della produzione alimentare locale e nel rafforzamento della resilienza comunitaria. Il Forum delle Imprenditrici Agricole Urbane (UWAF), facilitato dalla Piattaforma per l’Agricoltura Urbana e Periurbana di Gaza (GUPAP), ha mobilitato agro-imprenditrici urbane impegnate nella trasformazione alimentare, produzione vegetale e produzione animale nelle zone umanitarie sicure dell’Area Centrale e del sud di Gaza.
Secondo le stime di GUPAP le terre agricole urbane tradizionali e di piccole dimensioni attualmente accessibili nelle aree umanitarie sicure rappresentano solo il 5% di quelle disponibili prima della guerra. Di queste PMI agricole familiari, l’80% si trova nelle regioni centrali e meridionali, mentre il 20% è a Gaza. Il loro funzionamento è fondamentale per la sopravvivenza delle famiglie e per l’intero sistema alimentare della Striscia.
Obiettivi e soggetti coinvolti
Le imprese guidate da donne che operano all’interno di UWAF affrontano molteplici ostacoli, tra cui blocchi continui delle iniziative, la mancanza di strutture sicure per lo stoccaggio e la trasformazione, interruzioni nelle catene di approvvigionamento e un aumento della malnutrizione nella popolazione. Le iniziative di Marketing Solidale Comunitario (CLSM) rispondono a queste criticità, avendo il duplice beneficio di sostenere le imprenditrici e, allo stesso tempo, distribuire alimenti essenziali alle famiglie vulnerabili quali verdure fresche e a foglia, alimenti trasformati di produzione locale (formaggio, za’atar, tahini), prodotti da forno, maftoul (semola a grani grossi) e prodotti di derivazione animale (uova e miele).
Rafforzando la capacità produttiva delle PMI con interventi mirati per la sicurezza alimentare, GUPAP contribuisce a fornire una risposta diretta e guidata dalla comunità che ripristina i mezzi di sussistenza e riduce i rischi legati all’insicurezza alimentare. Questo approccio, autonomo e radicato nel territorio, si rivela particolarmente rilevante nel contesto attuale, dove l’intervento umanitario esterno è fortemente limitato, quando non impedito: pertanto il cibo distribuito alle famiglie non proviene dall’esterno della Striscia, ma è interamente prodotto, trasformato dalle agro-imprenditrici e distribuito all’interno delle comunità stesse.
I “cesti alimentari solidali”, che costituiscono l’intervento principale di questo progetto, sono progettati non solo per fornire nutrizione essenziale, ma anche per promuovere la sostenibilità e la resilienza delle imprese guidate da donne. Il modello garantisce che le agricoltrici urbane possano continuare a produrre grazie a un mercato affidabile per i loro prodotti, collegando il sostegno economico ai risultati umanitari.
In questo modo, gli interventi di GUPAP durante le crisi a Gaza hanno permesso alle agro-imprenditrici di mantenere la produzione, accedere ai mercati locali e generare reddito, anche in presenza di gravi interruzioni della fornitura e accesso limitato agli input agricoli.
Risultati attesi
- Ripristino dell’operatività di 100 PMI guidate da donne, contribuendo al reddito familiare delle stesse e alla produzione alimentare locale.
- I cesti alimentari solidali raggiungeranno circa 400 famiglie (circa 2.000 persone), garantendo un supporto nutrizionale immediato.
- Rafforzamento della coesione e resilienza comunitaria attraverso il coordinamento e la partecipazione guidati da UWAF e GUPAP nel processo di produzione e distribuzione.
- Rafforzamento della capacità agricola locale e continuità in condizioni di crisi.
Chi finanzia
Unione Buddhista Italiana (UBI), attraverso i fondi dell’8xmille
