Missione in Giordania – No woman left behind

“Il corso mi ha dato la possibilità di mettermi alla prova e acquisire competenze nuove e concrete, soprattutto mi ha dato nuova fiducia in me stessa. Per una donna è importante vedere che può farcela ed essere indipendente, dimostrarlo a se stessa e non solo alla società”. Aminah, nome di fantasia, ha appena ritirato il diploma che certifica la sua partecipazione al corso professionale di sartoria, titolo riconosciuto non solo in Giordania ma a livello internazionale, spendibile quindi ovunque. Aminah insieme ad altre donne l’abbiamo incontrata il mese scorso durante la nostra missione in Giordania per la seconda fase del progetto No woman left behind, per contrastare la violenza di genere e la sua intersezione con la disabilità. Molte donne, tra cui numerose rifugiate siriane che vivono in Giordania, hanno già concluso le formazioni proposte. Al termine del progetto saranno in 165 le partecipanti ai corsi sull’empowerment economico, fattore fondamentale nel contrasto alla violenza di genere: entrare nel mercato del lavoro significa infatti acquisire indipendenza finanziaria e potere decisionale sulla propria vita, contribuendo a favorire la fuoriuscita dalla violenza.

Durante la missione siamo state ad Amman e Irbid, dove abbiamo incontrato i nostri partner per parlare di quanto realizzato finora e immaginare insieme nuove attività, che facciano fronte anche a sfide sempre più incalzanti, come la crisi climatica. Finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, il progetto ha come partner Vento di Terra Onlus, Durrat al Manal for Development and Training e Arab Women Organization. Negli anni abbiamo costruito una rete ampia che ci permette di agire e costruire alleanze, composta da collettivi femministi, organizzazioni della società civile e istituzioni, come le organizzazioni internazionali attive nel Paese. Fa parte dell’approccio Aidos dialogare e collaborare con tutti questi attori, riconoscendo la complessità dei fenomeni che i nostri progetti si prefiggono di affrontare. Soltanto in questo modo è stato possibile elaborare, durante la prima fase di No woman left behind, linee guida sulla violenza di genere e la disabilità, ora alla base della formazione di varie figure professionali, condotta in collaborazione con Unfpa, e la cui adozione a livello nazionale è tra gli obiettivi di questa seconda fase. Questo ha anche consentito, nella casa rifugio di Irbid per donne sopravvissute a violenza di genere, di realizzare i lavori necessari per rendere anche queste strutture accessibili alle donne con disabilità.

Tenere insieme i diversi piani significa per Aidos fare un corso sull’empowerment economico, dare uno start-up kit con materiali e attrezzature per concretizzare l’avvio di un’attività professionale, ma non solo: tra i materiali consegnati alle partecipanti c’erano infatti un dignity kit con prodotti per la cura e l’igiene personale e un voucher per accedere ai servizi socio-sanitari di una clinica di eccellenza ad Amman. Inoltre, la partecipazione a sessioni di sensibilizzazione su diritti e salute sessuale e riproduttiva e violenza di genere. Quale è quindi nesso tra le formazioni professionali e questo tipo di servizi? Effettuare una mammografia o altri esami significa poter prevenire le malattie, restando in salute e autonome più a lungo, mentre disporre degli assorbenti significa poter uscire di casa per lavorare anche quando si hanno le mestruazioni. L’accesso alla salute e alla salute sessuale e riproduttiva rappresenta una condizione essenziale per intraprendere un percorso lavorativo stabile: empowerment economico e salute non si trovano su binari separati, bensì si completano a vicenda aprendo la strada alla piena autodeterminazione.