Le organizzazioni cattoliche chiedono al papa di rivedere l’enciclica che vieta la contraccezione

In occasione del 40° anniversario dell’enciclica papale Humanae Vitae, l’organizzazione statunitense Catholics for Choice, insieme a più di 50 organizzazioni di tutto il mondo, ha pubblicato una lettera aperta a Papa Benedetto XVI, chiedendogli di revocare la pericolosa proibizione della contraccezione da parte del Vaticano. La Humanae Vitae, il fondamento della politica della gerarchia cattolica contro la contraccezione, ha avuto effetti catastrofici sui poveri e i deboli di tutto il mondo, mettendo in pericolo la vita delle donne e esponendo milioni di persone al rischio di contrarre l’Hiv. La lettera aperta dice: “Quando Papa Paolo VI, nel 1968, consolidò la proibizione della contraccezione da parte delle gerarchie cattoliche, ignorò il parere di un gruppo di esperti scelti da lui stesso.” Oggi esperti e cattolici di tutto il mondo si oppongono a questa proibizione. “La Humanae Vitae continua a essere fonte di grandi conflitti e divisioni all’interno della Chiesa. Cattolici e non cattolici continuano a subire le conseguenze di questa devastante politica delle gerarchie cattoliche, con effetti particolarmente disastrosi nel Sud del mondo.” “Non c’è da sorprendersi che le organizzazioni cattoliche, che rappresentano milioni di cattolici in tutto il mondo, si siano unite a noi nello sforzo di chiedere a Papa Benedetto di sanare la ferita causata dal Vaticano proibendo una cosa largamente utilizzata e accettata come la contraccezione”, ha detto Jon O’Brien, presidente di Catholics for Choice. “Invitiamo i cattolici di tutto il mondo ad unirsi a questo sforzo telefonando o inviando e-mail ai loro vescovi e invitandoli a chiamare il Vaticano per chiedere di porre fine alla devastante proibizione della contraccezione”. Le organizzazioni che si sono unite a questa campagna comprendono quelle che rappresentano i cattolici in Argentina, Belgio, Bolivia, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Salvador, Francia, Italia, Messico, Paesi Bassi, Nicaragua, Paraguay, Portogallo, Spagna, Gran Bretagna e Stati Uniti.

Lettera aperta al Papa