
Salute e diritti sessuali e riproduttivi
Comprendono il diritto ad avere il controllo e decidere liberamente e responsabilmente sulla propria sessualità, compresa la salute sessuale e riproduttiva, libere da coercizione, discriminazione e violenza.
La tematica
Il Programma d’azione della Conferenza internazionale su popolazione e sviluppo del Cairo (ICPD), svoltasi nel 1994, definisce la salute sessuale e riproduttiva “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale – e non semplicemente un’assenza di malattie o di infermità – per tutto ciò che riguarda l’apparato riproduttivo. La salute riproduttiva implica quindi che le persone abbiano una vita sessuale soddisfacente e sicura, la possibilità di procreare e la libertà di decidere se, quando e quanto spesso farlo. Essa comprende anche la salute sessuale, il cui scopo è l’aumento della qualità della vita e dei rapporti interpersonali” (par 7.2 – 7.3). Se possono esserci varie definizioni di diritti sessuali e riproduttivi queste si basano tutte sul diritto ad avere il controllo sul proprio corpo.
La Piattaforma d’azione della Conferenza mondiale delle donne di Pechino, tenutasi nel 1995, afferma per la prima volta che i diritti sessuali e riproduttivi sono intrinsecamente connessi ai diritti umani fondamentali, specificando che “comprendono il diritto ad avere il controllo e decidere liberamente e responsabilmente sulla propria sessualità, compresa la salute sessuale e riproduttiva, libere da coercizione, discriminazione e violenza” (par. 96).
Nel 2015, con la definizione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 3 (Salute e benessere) e 5 (Uguaglianza di genere ed empowerment di donne e ragazze), l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite riconosce e conferma che la salute sessuale e i diritti riproduttivi sono essenziali per la salute, lo sviluppo e l’empowerment. Recentemente, la Guttmacher–Lancet Commission on Reproductive Health ha ampliato la definizione di salute e diritti sessuali e riproduttivi fino a comprendere anche la libertà dalla violenza di genere (Starrs and others, 2018).
Negli ultimi venti anni ci sono stati diversi progressi, alcuni Stati hanno introdotto i diritti alla salute sessuale e riproduttiva nelle proprie legislazioni e c’è una maggiore consapevolezza largamente diffusa. Nonostante ciò, allo stesso tempo, ci sono oggi segni di stagnazione o rimessa in questione di diritti che sembravano acquisiti.
Cosa fa Aidos
La salute e i diritti sessuali e riproduttivi sono sempre stati al centro delle attività di AIDOS, a partire dall’esperienza italiana dei consultori familiari, sul cui modello (rielaborato di volta in volta a seconda delle società e delle necessità dei paesi in cui lavoriamo) sono stati creati i Centri per la salute in diversi luoghi e progetti nel mondo, come in Burkina Faso, Giordania, Nepal, Siria, Striscia di Gaza e Venezuela. Tutti forniscono servizi di assistenza ginecologica, psicologica e sociale, con consulenze sulla sessualità e sulla violenza di genere; assistenza legale; servizi di informazione, educazione sessuale e trattamento specializzato per adolescenti; coinvolgimento degli uomini in attività di informazione e sensibilizzazione; campagne di informazione e incontri su temi specifici. In tutti i progetti di AIDOS, la componente alla salute e ai diritti sessuali e riproduttivi è sempre presente e spesso trasversale, in quanto prerequisito essenziale per il godimento di ogni altro diritto. AIDOS è inoltre strategic partner di Unfpa e parte del consorzio Countdown 2030 Europe, composto da associazioni europee esperte in materia con un focus specifico sugli investimenti e le politiche di cooperazione internazionale dedicate a alla salute e ai diritti sessuali e riproduttivi.