CSW 70: assicurare e rafforzare l’accesso alla giustizia per tutte le donne e ragazze

La settantesima sessione della Commission on the Status of Women (CSW), il principale organismo delle Nazioni Unite dedicato ai diritti delle donne e all’uguaglianza di genere, è iniziata il 9 marzo a New York e proseguirà fino al 19 marzo. Quest’anno, il tema della Commissione è stato assicurare e rafforzare l’accesso alla giustizia per tutte le donne e le ragazze, che a livello globale vedono riconosciuto solo il 64% dei diritti giuridici garantiti agli uomini.

Come ogni anno, la società civile internazionale ha lavorato in sinergia e monitorato l’intero processo, garantendo l’accountability dei governi e del sistema multilaterale attraverso il Women’s Rights Caucus (WRC), una coalizione globale di oltre 200 organizzazioni, reti e collettivi femministi che sostiene l’uguaglianza di genere. In collaborazione con il WRC e Countdown 2030 Europe, il consorzio europeo di cui Aidos fa parte, abbiamo seguito da vicino i lavori della CSW per promuovere temi fondamentali come l’autonomia corporea e l’inclusione, nel testo delle Conclusioni Concordate, di un esplicito riferimento alla Conferenza Internazionale su Popolazione e Sviluppo e al suo Programma d’Azione, così come alla salute e ai diritti sessuali e riproduttivi. Si è inoltre lavorato per preservare i riferimenti alle forme multiple e intersecanti di discriminazione e per garantire un forte sostegno alla società civile, con particolare attenzione alle organizzazioni di donne e alle difensore dei diritti umani.

Le Conclusioni Concordate sono state adottate il 9 marzo e, per la prima volta nella storia della CSW, la loro adozione non è avvenuta per consenso, bensì tramite votazione. Benché la stragrande maggioranza degli Stati membri abbia votato a favore del testo, sei hanno deciso di astenersi, tra cui l’Italia, e gli Stati Uniti hanno espresso l’unico voto contrario.

Il testo finale include l’esplicito riconoscimento dell’intersezione di varie forme di discriminazione con la discriminazione di genere come fattore che marginalizza in maniera strutturale moltissime donne e ragazze. Non solo, nel testo è passato un linguaggio forte sulla prevenzione e il contrasto alla violenza sessuale e di genere, con l’impegno di assicurare risorse sostenibili per servizi che mettano al centro le persone sopravvissute alla violenza, inclusi servizi per la salute sessuale e riproduttiva. Tuttavia, il documento presenta diverse gravi lacune e omissioni, tra cui l’assenza del concetto di “violenza riproduttiva”, centrale nel discorso sull’accesso alla giustizia, focus della CSW 70, e di “violenza sessuale perpetrata nell’ambito dei conflitti”, un fenomeno di enormi dimensioni che colpisce donne e ragazze in maniera nettamente sproporzionata. Durante i negoziati si è osservata una significativa resistenza sul linguaggio relativo al genere, con diversi Stati membri che hanno contestato terminologie assodate e usate da tempo nelle Conclusioni Concordate, tra cui la dicitura completa “salute e diritti sessuali e riproduttivi” nonché termini e concetti riferiti all’autonomia corporea, non inclusi nel testo finale.

In un momento di crescente opposizione ai diritti delle donne, rispettare gli impegni esistenti e promuovere la piena realizzazione dei diritti e della salute sessuale e riproduttiva è fondamentale per garantire un accesso effettivo alla giustizia per tutte le donne e le ragazze. Riaffermare queste responsabilità all’interno del sistema multilaterale è oggi più cruciale che mai, in un momento storico di policrisi, restringimento dello spazio civico e crescenti tagli ai finanziamenti per la cooperazione internazionale.

Leggi qui il comunicato stampa di UN Women

Leggi qui lo statement di Countdown 2030 Europe

Leggi qui le Conclusioni Concordate

Leggi qui l’articolo di approfondimento a cura di Serena Fiorletta