A metà settembre parte dello staff di Aidos si è recato a Budapest per una missione di networking e scambio di buone pratiche con associazioni della società civile ungherese impegnate nella promozione dell’uguaglianza di genere e dei diritti delle persone LGBTQIA+.
La condivisione di esperienze, buone prassi e sfide comuni è stata ricca e proficua, soprattutto alla luce di alcune dinamiche politiche che interessano i due paesi e che hanno evidenti ripercussioni sia sullo spazio civico sia sulle politiche adottate per l’uguaglianza di genere e i diritti civili in generale.
L’Ungheria si trova in una fase di transizione dopo la vittoria di Péter Magyar dello scorso aprile, che ha decretato la fine dei sedici anni di governo di Viktor Orbán, caratterizzati da una generale chiusura nei confronti della società civile e da varie leggi “anti Ong” che hanno complicato la normale attività delle associazioni. L’apertura al dialogo dimostrata dal governo recentemente insediato lascia presagire nuovi margini di azione, soprattutto a livello di advocacy nazionale, per quelle associazioni che nel corso degli ultimi sedici anni sono state costrette a sviluppare una notevole capacità di resilienza e diverse strategie di adattamento per continuare a operare.
Un’importante ancora di salvezza, emersa chiaramente dalle conversazioni, è stata sicuramente l’azione in rete e il supporto a livello europeo e internazionale: portare avanti obiettivi comuni insieme, facendo leva anche sui quadri legali di protezione dei diritti umani esistenti a livello europeo, ha permesso alle associazioni di continuare a lavorare per contrastare la violenza di genere, promuovere la salute e i diritti sessuali e riproduttivi, fornire servizi legali a donne, ragazze e persone LGBTQIA+ e molto altro.
In un momento di grandi cambiamenti politici e rafforzamento globale delle reti anti-diritti e anti-scelta, creare alleanze e sostenersi a vicenda è diventato più che mai fondamentale per le associazioni della società civile. Non solo per favorire l’apprendimento reciproco e l’ideazione di strategie congiunte, ma anche per costruire ponti di solidarietà tra associazioni che condividono obiettivi simili e che, seppur in contesti diversi, si trovano spesso ad affrontare sfide che possono apparire insormontabili per realtà medio-piccole. Così, incontrarsi davanti a un caffè, parlare di lavoro ma anche scambiarsi frasi di conforto, condividere paure ed esorcizzarle con una battuta, diventa il punto di partenza per sentirsi meno sole e sapere di poter contare su una vasta rete di alleanze transnazionali con intenti e valori condivisi.
Un ringraziamento a NANE, PATENT, Emma e Háttér Society per aver condiviso il loro tempo e la loro esperienza con lo staff di Aidos.
A cura di Beatrice Mariottini e Valentina Fanelli
