Quali finanziamenti europei per la cooperazione internazionale e la società civile? 

Da ormai più di un anno sono in corso a Bruxelles le negoziazioni per il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale (Multiannual Finanacial Framework o MFF), cioè il bilancio a lungo termine dell’Unione Europea per il periodo 2028 – 2034. Oltre a offrire un quadro finanziario stabile con limiti di spesa annui per ogni “rubrica” dell’UE, l’attuale proposta riflette anche le priorità politiche per ciascun settore, dall’ambiente all’immigrazione e gestione delle frontiere, dalla pubblica amministrazione europea alla sicurezza, dal mercato unico all’innovazione digitale. 

La proposta presentata dalla Commissione Europea nel luglio 2025 ammonta a circa 2000 miliardi di euro complessivi e si articola in quattro principali sezioni di spesa, tra cui c’è anche il Global Europe Instrument, cioè lo strumento che regola l’azione esterna dell’UE, che comprende anche la cooperazione internazionale e l’azione umanitaria, con una spesa complessiva di 200 miliardi di euro. 

La società civile europea ha ribadito l’importanza di promuovere un impegno ambizioso per affrontare le numerose sfide globali attuali e continuare a promuovere lo sviluppo sostenibile a livello mondiale. Concretamente, significa mantenere uno stanziamento di 200 miliardi di euro per questa rubrica, nonché garantire il target di APS (Aiuto Pubblico allo Sviluppo) al 93% e la prevedibilità dei finanziamenti, elemento essenziale per ottenere risultati a lungo termine e generare un impatto duraturo sulle comunità.

Aidos, come associazione impegnata per la promozione della giustizia di genere e dell’accesso alla salute e ai diritti sessuali e riproduttivi, in sinergia con le reti di cui è parte (come Countdown 2030 Europe), ha presentato una serie di raccomandazioni specifiche per salvaguardare questi due aspetti all’interno del Global Europe Instrument. 

Infatti, l’uguaglianza di genere e la salute e i diritti sessuali e riproduttivi non sono solo valori fondamentali dell’UE e parte integrante dei suoi quadri politici e degli impegni nell’azione esterna, ma sono anche elementi indispensabili per garantire prosperità, progresso sociale e sviluppo umano, nonché tenere fede agli impegni presi per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. 

Quando donne, ragazze e giovani hanno accesso alla contraccezione, ai servizi di salute materna e di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, alle informazioni sui loro diritti e sull’autonomia corporea, hanno più possibilità di vivere vite sane, riconoscere gli abusi, proteggersi dalla violenza e affrontare le disuguaglianze. Questo favorisce anche la partecipazione alla vita economica, sociale e politica del paese in cui vivono, contribuendo al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030. 

Per tutelare tutto questo con il nuovo Global Europe Instrument, l’UE dovrebbe porsi obiettivi concreti, quali: destinare l’85% del proprio APS a programmi che abbiano l’uguaglianza di genere tra i loro obiettivi (indicatore OCSE G1 o G21), destinare il 20% dell’APS a progetti mirati all’uguaglianza di genere (indicatore OCSE G2) e almeno il 5% per sostenere le organizzazioni che lavorano per i diritti delle donne. Sarebbe anche necessario includere un obiettivo sullo sviluppo umano e impegnarsi a destinare il 50% dell’APS a interventi che contribuiscano a questo, includendo la promozione della salute e dei diritti sessuali e riproduttivi tra i principi generali. 

Di particolare rilevanza all’interno di questo nuovo quadro è anche il programma  AgoraEU, che rientra nella sezione di spesa dedicata a “Competitività, prosperità e sicurezza” (Competitiveness, prosperity and security). Quest’ultimo accorpa i precedenti Creative Europe (cultura e media) e CERV – Citizens, Equality, Rights and Values, attraverso tre “filoni” principali: Culture, Media+ e CERV+. Il CERV è il principale programma di finanziamento dell’Unione Europea per sostenere la democrazia, i diritti fondamentali, l’uguaglianza e la partecipazione della cittadinanza. Finanzia associazioni, organizzazioni della società civile, enti pubblici, università e altri soggetti che lavorano per promuovere i valori su cui si fonda l’UE. A differenza all’attuale periodo 2021-2027, in cui il CERV è stato un programma autonomo, il futuro CERV+ sarà una componente all’interno di AgoraEU, con il rischio che la fusione con i programmi su cultura e media riduca le risorse dedicate a questa linea specifica di budget. 

Anche su questo fronte la società civile europea ha fatto sentire la propria voce, rivendicando il ruolo essenziale che svolge nella tutela della democrazia, dei diritti fondamentali e dell’uguaglianza in Europa e denunciando, al contempo, l’insufficienza delle risorse. Per questo, diverse reti e organizzazioni europee, tra cui IPPF European Network, che rappresentano nel complesso oltre 2.800 organizzazioni, hanno chiesto agli Stati membri dell’UE di rafforzare il sostegno alla società civile nel prossimo bilancio pluriennale dell’Unione attraverso il programma AgoraEU. La richiesta è di aumentare il budget complessivo e preservare i finanziamenti destinati alla componente CERV+, indispensabile per dare attuazione agli impegni dell’UE.

Ad oggi, la domanda di fondi supera già ampiamente le risorse disponibili. In un contesto globale caratterizzato dalla riduzione dello spazio civico, dalla diffusione della disinformazione e dal rafforzamento dei movimenti anti-scelta e anti-diritti, nonché dall’attacco ai principi di solidarietà internazionale, investire nella società civile è fondamentale per continuare a promuovere valori, diritti e democrazia.

1Questi due indicatori fanno riferimento al Gender Equality Policy Marker dell’OCSE-DAC, lo strumento utilizzato per misurare l’allocazione dell’APS destinato all’uguaglianza di genere. Con G1 vengono classificati i progetti che hanno l’uguaglianza di genere come obiettivo importante e deliberato dell’iniziativa, ma non principale, mentre con G2 i progetti in cui l’uguaglianza di genere è l’obiettivo principale, fondamentale per il raggiungimento dei risultati attesi. 
https://www.aics.gov.it/wp-content/uploads/2026/05/Guida-alla-compilazione_marker-gender_final-clean.pdf

Illustration: Fátima Bravo for Fine Acts