CPD 59: Popolazione, tecnologia e ricerca nel contesto dello sviluppo sostenibile

Dal 13 al 17 aprile si è svolta a New York la 59° sessione della Commission on Population and Development (CPD), l’organismo delle Nazioni Unite che valuta l’attuazione del Programma d’Azione definito durante la Conferenza Internazionale sulla Popolazione e lo Sviluppo, svoltasi al Cairo nel 1994. Quest’anno la Commissione si è concentrata sul tema “Popolazione, tecnologia e ricerca nel contesto dello sviluppo sostenibile”, in una fase storica in cui l’innovazione tecnologica e la ricerca scientifica trasformano profondamente le tendenze demografiche, i sistemi sanitari e le modalità di accesso alle informazioni e ai servizi in materia di salute e diritti sessuali e riproduttivi (SRHR).

Aidos ha partecipato, in coordinamento con la società civile internazionale e, in collaborazione con Countdown 2030 Europe, ha seguito da vicino i lavori della CPD, per difendere l’importanza di affrontare in maniera adeguata i rischi legati alla tecnologia, tra cui l’acuirsi delle disuguaglianze e la violenza di genere veicolata e amplificata dalla tecnologia digitale, ma anche con il fine di valorizzarne il potenziale per la promozione e l’accesso alla salute e ai diritti sessuali e riproduttivi e il raggiungimento della giustizia di genere.

La sessione ha avuto luogo in un contesto globale sempre più complesso e polarizzato, segnato dalla presenza di numerosi governi e movimenti anti-diritti che spingono per rimettere in discussione o minare impegni e standard globali di lunga data nell’ambito dei diritti umani e dell’uguaglianza di genere. Questo ha fatto sì che la Commissione di quest’anno non sia riuscita ad adottare un documento finale basato sul consenso, nonostante molti Stati membri abbiano ribadito il loro impegno nell’attuazione della Conferenza Internazionale sulla Popolazione e lo Sviluppo e del suo Programma d’Azione.

In tale contesto, come in quello della CSW, risulta fondamentale rispettare gli impegni assunti e promuovere la piena realizzazione dei diritti e della salute sessuale e riproduttiva, per garantire il diritto di prendere decisioni sul proprio corpo e di accedere senza discriminazione a servizi sanitari di qualità. Ribadire tali responsabilità all’interno del sistema multilaterale è inoltre più che mai urgente, alla luce della progressiva riduzione dello spazio di azione della società civile e dei continui tagli ai finanziamenti destinati alla cooperazione internazionale.

Leggi qui lo statement di Countdown 2030 Europe