Assorbenti
Come reagiresti se qualcuno potesse decidere quanti assorbenti puoi utilizzare quando hai le mestruazioni?
Parlando delle difficoltà nella gestione del ciclo mestruale in carcere, Maria ci ha detto:
«È una legge della natura, insomma, te devi protegge’, è una questione de adattamento… In tutti i sensi: nelle relazioni umane, nelle relazioni con la custodia. Ti adatti comunque sia a un ambiente in cui sai quello che puoi esprimere, quello che non puoi esprimere, come lo devi esprimere… Che spazio vitale c’hai, no?»
La gestione del corpo e del ciclo mestruale in spazi ristretti è una questione concreta che intreccia salute, autonomia e organizzazione della vita quotidiana. In un contesto caratterizzato da spazi limitati, sorveglianza costante e ridotta libertà personale, i bisogni fisiologici ordinari assumono un peso particolare, incidendo direttamente sulla dignità e sul benessere delle persone detenute, limitando la possibilità di prendersi cura del proprio corpo secondo tempi e modalità individuali. Azioni semplici come cambiarsi, lavarsi o gestire il dolore mestruale possono diventare fonte di disagio e stress: spesso in carcere gli assorbenti non sono infatti facilmente disponibili o risultano insufficienti, rischiando di trasformare il ciclo mestruale in un fattore di ulteriore vulnerabilità. La questione riguarda inoltre il rapporto tra corpo e controllo poiché il carcere disciplina tempi, movimenti e spazi, mentre il ciclo mestruale richiama l’esistenza di processi biologici che sfuggono a qualsiasi regolamentazione, generando necessità che non possono essere sospese o rinviate. Questa tensione rende evidente come il corpo continui a esprimere bisogni e fragilità anche all’interno di un sistema fondato sulla restrizione della libertà. Considerare il ciclo mestruale nel contesto penitenziario significa dunque interrogarsi sul rispetto dei diritti fondamentali. Il modo in cui il carcere gestisce i bisogni legati al corpo e alle mestruazioni diventa una lente attraverso cui osservare la qualità complessiva delle condizioni di detenzione e il grado di attenzione riservato alle persone più esposte a forme di vulnerabilità quotidiana.
A cura di PID Pronto Intervento Disagio Cooperativa Sociale Onlus. PID offre servizi di ascolto, orientamento, formazione, accoglienza rivolti a persone detenute, ex detenute o che vivono condizioni di marginalità, vulnerabilità sociale o povertà. Dal 2022 organizza campagne di raccolta di assorbenti per il carcere e le persone detenute nelle strutture di accoglienza